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PSICOLOGIA - Mindfulness Act


Per farsi una idea di cosa significhi “Mindfulness” inizio dando la parola a Marco Tosi, didatta e trainer IAM (Istituto per le Applicazioni della Mindfulness, Milano), con un brano tratto da un articolo più ampio sul tema:

Il termine “Mindfulness” si riferisce ad una attenzione consapevole, intenzionale e non giudicante verso la propria esperienza, nel momento in cui essa viene vissuta. Accettare l’esperienza che avviene proprio in un determinato momento, avere un atteggiamento compassionevole verso la sofferenza, propria e altrui, avere una capacità di auto osservazione non giudicante sono caratteristiche Mindfulness. La pratica della Mindfulness si propone di aiutare a sostituire nella vita quotidiana i comportamenti reattivi, automatici e distruttivi con scelte consapevoli e funzionali. La Mindfulness consente di apprendere a riconoscere le nostre emozioni e i nostri pensieri, accogliendoli così come sono, sospendendo ogni giudizio con un atteggiamento di accettazione.

Una buona pratica di Mindfulness, quindi, ci mette in grado di affrontare saggiamente quella quota di “male” che appartiene alla condizione umana: i nostri limiti, le malattie, la morte, la perdita, il non raggiungere ciò che desideriamo, il sopportare ciò che non amiamo o non ci piace. Ci mette in grado di rispondere con intelligenza  a queste e ad altre sfide della vita, anziché reagire impulsivamente in modo automatico. È essenzialmente questo che abbassa il livello di stress: modificare i processi mentali reattivi e avversivi arricchendo la propria flessibilità psichica.

      La Mindfulness nasce, grazie al medico USA J.Kabat-Zinn, a partire dal 1979 all’Università della Massachusetts Medical School, come pratica per la riduzione dello stress in molteplici ambiti, oggi diffusi nella forma del protocollo MBSR (Mindfulness-Based Stress Reduction)

      Grazie ai numerosissimi studi svolti in più di tre decenni, la Mindfulness si arricchisce anche su un piano più teorico, con una visione progressivamente più organica del funzionamento della mente umana, della sofferenza e delle sue cause, nonché di come gestirla in modo efficace.

      Gradualmente i concetti e alcune delle pratiche della Mindfulness sono penetrati nella terapia psicologica, generando più in specifico la MBCT (Mindfulness-Based Cognitive Therapy), la DBT (Dialectical Behaviour Therapy) e la ACT (Acceptance and Commitment Therapy)

La ACT (pronunciata non come acronimo, ma come il verbo inglese -to- act -agire-), è una terapia basata non solo sulla mindfulness, ma sul felice incontro con la Contextual psychology e la Relational Frame Theory. Pietro Spagnulo, pioniere della ACT in Italia, scrive:

Come lascia correttamente supporre il nome, l’Acceptance and Commitment Therapy si basa su due pilastri fondamentali: accettazione (acceptance) cioè apprendere ad accogliere, osservare la realtà interna invece di negarla, evitarla o respingerla, e impegno (commitment) cioè agire nel mondo reale in linea con i propri valori ed obiettivi personali, invece di perdersi nell’inazione, in comportamenti impulsivi o nell’evitamento.”

ACT si rivela quindi trattamento evidence based per disturbi d’ansia (incluso il disturbo da attacchi di panico), per la depressione (prevenzione e cura) e per il disturbo ossessivo compulsivo. È inoltre un efficacissimo e stimolante strumento di intervento per le crisi e le trasformazioni individuali, per la crescita personale e professionale, nonché per la genitorialità.


Dott. Franco Nanni
Psicologo

 

 
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Medico Esperto in Omeopatia
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